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Negli ultimi anni è stato possibile cogliere la portata dei risvolti positivi associata all’utilizzo dei social: dal connettersi per attività ricreative, sportive, lavorative e di incontro, le diverse piattaforme che rientrano all’interno della categoria dei social network hanno permesso al mondo di rimanere connesso e in contatto durante un periodo in cui la regola principale era quella del distanziamento.

L’utilizzo dei social, se non regolato e informato, porta però con sé alcune implicazioni negative che sempre più spesso interessano la popolazione giovanile – e non solo – e che possono esitare in comportamenti patologici. La deriva patologica che può assumere l’utilizzo dei social ha del paradossale: le stesse piattaforme nate per facilitare la condivisione e la connessione tra le persone possono condurre all’effetto opposto generando ritiro sociale e isolamento.

I social network possono diventare infatti un modo per evadere e disconnettersi dai propri vissuti e da quelli esperiti in relazione con l’altro eliminando la possibilità di sostare all’interno delle proprie emozioni che vengono spazzate via in cambio di gratificazioni istantanee e temporanee. Vivere attraverso i social dà l’illusione di avere un grado maggiore di controllo sulle proprie vite e sulle relazioni con gli altri potendo, con la rapidità di un gesto veloce, decidere se stare o astenersi all’interno di situazioni in cui si potrebbero sperimentare vissuti o emozioni frustranti o faticose da gestire. Inoltre, il ritrovarsi in una situazione a distanza dove si ha la parvenza di poter controllare la realtà è un qualcosa che di fatto permette di costruire un’immagine di sé che in apparenza risulta sicura ed efficace, ma non di certo reale.

Il risultato?
Si diviene sempre maggiormente incapaci di tollerare l’esposizione a tutta quella serie di vissuti emotivi che, anche se spiacevoli, sono in realtà fondamentali per lo sviluppo di una consapevolezza emotiva che si crea anche nella relazione reale con l’altro.

È importante quindi avere uno sguardo critico nei confronti dell’utilizzo dei social, assumendosi la responsabilità di condividerlo anche con bambini e ragazzi per far sì che ne possano fare un uso consapevole e favorendo con loro un dialogo che possa essere attento e aperto alle diverse sfumature, positive o negative che siano, presenti all’interno delle piattaforme digitali.